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Azoto liquido on demand: il generatore che semplifica la ricerca

Il generatore LabTech LNG10 è una soluzione concreta e strategica per i laboratori di ricerca che vogliono semplificare la gestione quotidiana, aumentare la sicurezza e garantire la continuità operativa. Non si tratta solo di un’attrezzatura, ma di un cambio di paradigma: passare da una dipendenza esterna a una produzione autonoma, flessibile e sotto controllo.

Pubblicato in data 06 Agosto 2025
Erika Salvatori
Ricercatrice in immunoncologia e Science Writer

In ogni laboratorio di ricerca biomedica, accanto a centrifughe e microscopi, incubatori e cappe chimiche, c’è anche l’azoto liquido. È fondamentale per chi studia tumori, virus e tecniche di terapia genica perché consente di conservare cellule, tessuti e campioni biologici mantenendoli vitali anche per anni.

Eppure, la gestione dell’azoto può diventare un collo di bottiglia: bombole da ordinare, tempi di consegna, rischio di esaurimento rallentano il lavoro delle ricercatrici e dei ricercatori e quindi l’intero processo di scoperto, analisi e sviluppo di nuovi farmaci. Oggi, però, è possibile produrre l’azoto direttamente in laboratorio, quando serve e senza dipendere da fornitori esterni.

Il generatore LabTech LNG10 nasce proprio per questo: garantire un flusso continuo di azoto liquido, eliminando attese, sprechi e interruzioni.

Azoto liquido: un must nei laboratori di ricerca biomedica

L’azoto è il gas più abbondante dell’atmosfera terrestre: invisibile e inodore, rappresenta circa il 78% dell’aria che respiriamo. Raffreddato a -196 °C diventa azoto liquido, una sostanza scenografica che, a contatto con l’aria, genera nuvole bianche spettacolari. Lo si usa in ambiti molto diversi: nell’industria chimica per raffreddare strumenti di precisione, in quella aerospaziale per simulare il freddo estremo, o persino in cucina, tra le mani di uno chef molecolare, per creare gelati istantanei e cocktail d’effetto.

Ma è nei laboratori di ricerca che l’azoto liquido esprime appieno il suo potenziale: è fondamentale per crioconservare cellule e tessuti, raffreddare apparecchiature delicate e preservare campioni per studi avanzati in medicina, genetica e biotecnologia. Senza di esso, molti esperimenti non potrebbero nemmeno cominciare.

Rifornimento tradizionale: costi, rischi e logistica

Nella maggior parte dei laboratori, l’azoto liquido arriva dall’esterno. Viene ordinato a fornitori specializzati e consegnato periodicamente in contenitori Dewar o serbatoi criogenici, che devono essere maneggiati con attenzione da personale formato e dotato dei dispositivi di protezione più adeguati (guanti criogenici, camice, occhiali). L’azoto liquido, infatti, può causare ustioni da freddo se entra in contatto con la pelle; inoltre, quando evapora rapidamente, sostituendo l’ossigeno nell’aria, può causare ipossia. 

Garantire un approvvigionamento costante è cruciale: restare senza azoto può significare interrompere attività di ricerca o perdere campioni biologici preziosi e non replicabili. La frequenza delle consegne varia in base ai consumi, ma spesso si parla di una o due forniture a settimana, con costi che comprendono il gas, il trasporto, il noleggio dei contenitori e lo smaltimento. A questi si aggiungono gli imprevisti: ritardi, interruzioni nella catena del freddo, mancate consegne. Rischi che possono compromettere la continuità operativa di un laboratorio.

Il generatore LabTech: azoto liquido, quando serve e dove serve

Per superare questi limiti, LabTech ha progettato LNG10, un generatore di azoto liquido pensato per laboratori con un fabbisogno piccolo o medio.

Il funzionamento è semplice: l’azoto viene prodotto in loco, su richiesta, senza più dipendere da fornitori esterni. Il laboratorio diventa così autonomo, riduce i tempi di attesa e abbassa i costi legati alla logistica.

LNG10 integra un analizzatore di ossigeno con allarme, un sistema di interblocco di sicurezza per prevenire incidenti, e una tensione commutabile, che consente l’adattamento a diversi standard elettrici. È silenzioso, con un basso livello di rumorosità che lo rende adatto anche ad ambienti condivisi. Si tratta, inoltre, di un dispositivo robusto, facile da usare e progettato per durare nel tempo, riducendo al minimo gli errori nella manipolazione di una sostanza potenzialmente pericolosa come l’azoto liquido. 

Le applicazioni dell’azoto liquido nella ricerca

In oncologia sperimentale, è prassi crioconservare linee cellulari tumorali tra un passaggio e l’altro di trattamenti in vitro. Mantenere queste cellule a temperature criogeniche garantisce la loro stabilità e consente di riprendere l’esperimento anche a distanza di mesi. Inoltre, la crioconservazione permette di creare vere e proprie banche cellulari, con aliquote congelate nello stesso momento e allo stesso passaggio, utili per esperimenti replicabili in vitro e in vivo.

Lo stesso vale per i laboratori di immunologia, che trattano linfociti, piastrine e midollo osseo, e per quelli che si occupano di fertilità o medicina rigenerativa, dove vengono conservati ovociti, spermatozoi e tessuti. Anche nella ricerca su virus e batteri, l’azoto liquido è cruciale: questi microrganismi sono sensibili ai cicli di congelo-scongelo, ma se conservati in aliquote monouso possono rimanere vitali per anni.

Una scelta strategica per laboratori indipendenti

Il generatore LabTech LNG10 è una soluzione concreta e strategica per i laboratori di ricerca che vogliono semplificare la gestione quotidiana, aumentare la sicurezza e garantire la continuità operativa. Non si tratta solo di un’attrezzatura, ma di un cambio di paradigma: passare da una dipendenza esterna a una produzione autonoma, flessibile e sotto controllo.

Cover Foto di Pawel Czerwinski su Unsplash.

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