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Tokyo, o cara!

Photo by Chris Barbalis on Unsplash

Riconosco di essere un privilegiato, uno dei pochi occidentali che, in questo periodo, è riuscito ad entrare in Giappone. Avendo la moglie, con la figlia, residenti in Giappone, avevo le carte in regola per ottenere l’agognato visto.

La meta del mio viaggio era Date, piccola città nel sud-est dell’isola di Hokkaido. Un mese di permanenza, un preludio al trasferimento che mi aspetterà il prossimo anno.

Per la prima volta non vengo da ospite e turista, ma come proprietario della casa: la differenza non è poca.

Photo by Jezael Melgoza on Unsplash

Tokyo, la città che non dorme mai

A circa metà del periodo di permanenza, ci siamo concessi una breve vacanza in quella megalopoli che una volta si chiamava Edo, ma adesso è da tutti conosciuta con il nome di Tokyo.
Il turista occidentale fai-da-te, al momento, non è ancora ammesso in Giappone, ma questo non significa che un occidentale (studente, lavoratore o con parenti in Giappone), una volta entrato in Giappone, non possa fare il turista fai-da-te e andarsene a zonzo per il Giappone.

Andare da Sapporo New Chitose a Tokyo, o viceversa, in aereo, non è un gran volo: in poco più di una ora e mezzo si percorrono gli oltre 800 chilometri che separano due città e due mondi piuttosto diversi tra loro per storia, cultura, clima. In questo periodo, siamo agli inizi di luglio, ben sedici gradi di temperatura dividono le due città.

Solitamente questa tratta, seppur breve, non è del tutto tranquilla; le correnti d’aria, soprattutto sullo Stretto di Tsugaru che separa le isole di Hokkaido e Honshu, provocano turbolenze più o meno fastidiose. Il sottoscritto, che si irrigidisce ad ogni piccolo scossone, tira sempre un sospiro di sollievo al momento dell’atterraggio andato a buon fine.

Photo by DLKR on Unsplash

Ok, siamo a Tokyo, megalopoli di quasi 14 milioni di abitanti e con un agglomerato urbano di ben 40 milioni. La temperatura è decisamente più alta rispetto alla partenza: sembra di entrare in un forno a microonde. L’albergo si trova a Kagarazuka, un quartiere della municipalità di Shinjuku.
L’area metropolitana è divisa in due parti, ognuna con le sue municipalità; ad est c’è la città di Tokyo, suddivisa in 23 municipalità, o quartieri speciali, e a ovest, l’area di Tama, composta da 26 città, 3 cittadine ed 1 villaggio. Ci sono poi le isole Ogasawara e Izu con 2 cittadine e 7 villaggi. In pratica l’area metropolitana di Tokyo è composta da 62 città, di varie dimensioni, abitate da oltre 40 milioni di persone. Sono numeri impressionanti. Ogni città, ogni quartiere, ha la sua storia, le sue particolarità e i suoi validi motivi che rendono doverosa una visita. Kagurazaka non fa eccezione.

Kagurazaka 神楽坂: quartiere trendy di Tokyo

Kagurazaka è un quartiere particolare e affascinante. Sorge a due passi da Chiyoda, il cuore politico e finanziario della città, ma conserva ancora le sue origini che affondano nel periodo di Edo (1603 – 1868).

Al periodo di Edo sorgeva alle porte del castello, che ora non esiste più, ed era abitato da samurai di alto rango; nel successivo periodo Meiji (1868 – 1912) i samurai vennero sostituiti dalla nuova classe dirigente del Paese, funzionari, burocrati e finanzieri.

Kagurazaka era nota anche per essere il quartiere del divertimento; qui le geisha intrattenevano i clienti suonando il shamisen (strumento tradizionale giapponese), danzando leggiadramente o partecipando, senza sfigurare, ad argute conversazioni.

La senior Geisha Aya di Tokyo per #AGheishaDay 2018 | Ph Miriam Bendìa

Seppur in tono minore, ancora oggi, a Kagurazaka ci sono ristoranti dove è possibile godere della compagnia di una geisha.

Oggi, passeggiando nel quartiere, si respira ancora la vecchia Tokyo, ma non solo; qui esistono molti negozi, ristoranti, cafè dal sapore, e dal nome, chiaramente europeo, francese soprattutto, ma anche italiano. È la zona di riferimento per la comunità francese. 

Grazie alla vicinanza con diversi istituti scolastici, anche stranieri, a Kagurazaka soggiornano molti studenti. Metà del nostro albergo, ad esempio, è adibito ad ostello per gli studenti; l’altra metà è costituita da appartamenti ricavati all’interno di un edificio molto vecchio. Una sistemazione, come si potrebbe dire, senza infamia e senza lode, ma, d’altro canto, con il budget che avevamo stabilito, non si poteva pretendere di più.

Photo by Cristiano Suriani

Tokyo: una città eccezionale e facile da vivere

Solo due giorni interi per avere un veloce assaggio di quello che è Tokyo: Chiyoda, Shinjuku, Harajuku, Shibuya, Shin-Okubo, Ikebukuro. Una frenetica due giorni, spesso al seguito dei gusti delle due figlie: moda kawai, pop, cosmesi, gruppi idol maschili (coreani)… E noi genitori ad arrancare dietro.

Fino ad ora non mi è capitato spesso di visitare Tokyo, ma in futuro le occasioni non mancheranno di certo visto che la figlia maggiore, tra un paio di anni, vivrà e studierà qui. Non ci sono stato spesso, ma ci torno sempre con grande piacere.

Tokyo è una città eccezionale dove si trova di tutto, e tutto è quasi a portata di mano: isole tropicali, paesaggi rurali, zone montagnose, quartieri ultra-moderni e altri che conservano il sapore e il fascino dei tempi andati.

Come tutte le città giapponesi, è una città facile da vivere. Ha una incredibile ed efficientissima rete di trasporto urbano; molti negozi, centri commerciali, molti cafè e ristoranti, uffici pubblici, la stessa metro, hanno una propria rete wifi che offrono gratuitamente ai clienti. È molto facile trovare una toilette pulita, funzionante ed igienizzata. Non parliamo poi dei numerosi distributori automatici che, con le loro bevande fresche, d’estate, spesso rappresentano delle vere ciambelle di salvataggio. E per quanto riguarda il mangiare? Ristoranti, piccoli e grandi, per tutte le tasche e per tutti i gusti. Nei Convenience Store, i celebri kombini, nei supermercati, per poche centinaia di yen si possono trovare vaschette con pasti abbondanti e anche, incredibile a dirsi, gustosi. 

Photo by Ryoji Iwata on Unsplash

Quello che mi incuriosiva era vedere, in questo preciso momento storico, come si poteva presentare Tokyo senza la marea di turisti stranieri che normalmente affollano questa grande città.

In effetti non ho visto molti stranieri a Tokyo; qualche giovane, forse studenti, e altri che potrebbero essere residenti, lavoratori o parenti di giapponesi. Mi aspettavo di vedere comitive di turisti d’oltremare, visto che questo è l’unico modo per visitare il Giappone da turista, ma… Neanche una. Probabilmente, i paletti, fissati dalle autorità nipponiche, hanno scoraggiato molti tour-operator o molti turisti preferiscono aspettare qualche mese piuttosto che affidarsi a questi viaggi organizzati che, visto le regole imposte dalle autorità sanitarie, potrebbero fare invidia alla Corea del Nord.

Photo by Cristiano Suriani

Nonostante l’assenza dei turisti stranieri, i negozi sono affollati come sempre, per le strade, nei treni, nei centri commerciali la gente c’è, e anche molta; in questo stato di cose è chiaro che molti non fanno salti di gioia all’idea dei milioni di turisti occidentali che aspettano solo il segnale per salire sul primo aereo per il Giappone. C’è anche il rovescio della medaglia, chi vive grazie al turismo internazionale non può essere contento di questa situazione che oltretutto sta danneggiando l’economia nazionale; il governo, per poter portare avanti le sue riforme, ha assolutamente bisogno dei capitali portati dal turismo d’oltremare.

Nel 2025 ci sarà l’importante appuntamento con l’Expo di Osaka.

L’impegno è quello di raggiungere, per quell’anno, 60 milioni di turisti stranieri: obbiettivo molto ambizioso, ma il tempo che rimane è sempre più esiguo e il target sempre più lontano, soprattutto se si continua a tenere, ostinatamente, i confini chiusi.

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Ph Photo by Chris Barbalis on Unsplash

Cristiano Suriani
Grande appassionato del Giappone che ha cominciato a conoscere nell'anno 2000, complice l'incontro con una ragazza giapponese che ha avuto la fortuna di sposare l'anno successivo. Importante, inoltre, è stata la lettura de “La Storia del Giappone”, di Erwin Reischauer, che lo ha portato ad un innamoramento fulmineo con il paese del Sol Levante e con la sua cultura. Da allora, è un continuo lavoro di studio e di divulgazione della cultura giapponese, in tutti i suoi aspetti. Appassionato, in particolar modo, della Storia del Giappone. Presto coronerà il sogno di andare a vivere in Giappone, nella prefettura di Hokkaido.

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