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La miglior piattaforma e-commerce per attività che si affacciano sul web per la prima volta

Quora è una piattaforma di domande e risposte per condividere e accrescere la conoscenza nel mondo, un modo per connettersi con esperti che partecipano attraverso contenuti di qualità.

Nella rubrica Quora in pillole propongo ogni mese le risposte più interessanti, su tematiche che spaziano dal marketing alla comunicazione, dalla tecnologia fino all’arte e alle esperienze personali.

Se vuoi condividere le tue conoscenze o fare domande, iscriviti su it.quora.com.

La domanda di oggi:

qual è la miglior piattaforma e-commerce per attività che si affacciano sul web per la prima volta?

Risposta di Luca Accomazzi, programmatore, divulgatore, insegnante e gelataio dilettante.

È come chiedere qual è la migliore automobile per un professionista a cui serve mobilità. Cosa deve fare quel professionista lì? Deve stare in auto tutto il giorno e spostarsi su lunghe distanze? La stessa cosa, ma muovendosi in un ambito cittadino? Deve trasportare pesanti e ingombranti colli? Deve girare con uno stuolo di collaboratori?

Nei casi più semplici, cioè quando si tratta di un rivenditore con un numero limitato di articoli a magazzino, pressappoco qualunque piattaforma tecnicamente gli sarà sufficiente. Puoi anche mettere in vendita i tuoi articoli su Shopify e sperare che qualcuno incocci nella tua offerta, oppure buttarti nel mare magnum che è Amazon e metterti in competizione con altri rivenditori concorrenti [1]. Quindi, tecnicamente non devi dotarti di nulla di speciale — potresti persino fare tutto soltanto con uno smartphone.

Però… Nella vita vera non sempre le cose sono così semplici. Magari vendi maglie e i prodotti hanno varianti di taglia, colore e materiale — e non puoi certo spedire un maglione XL nero a una bimba che te l’ha chiesto rosa. Se sei un produttore di viti e di bulloni, il tuo catalogo prodotti non è strutturatissimo ma conta 100.000 varianti tra lunghezza, spessore, diametro, materiale: le cose si complicano. Se non hai problemi di inventario (di scorte) puoi anche cavartela con un accrocchietto, tipo un WordPress con modulo Woocommerce installato dentro, posizionato su un fornitore ultraeconomico tipo Aruba. Tienilo aggiornato di modo che quando trovano l’ennesimo buco di sicurezza venga tappato in un tempo ragionevole, se smette di funzionare per un po’ fai spallucce pensando che l’hai pagato poco e va bene così.

Ma se vendi le Ferrari e basta che il tuo sito vada giù 15 minuti per compromettere una vendita che poteva fruttarti centocinquantamila euro, allora ti serve più di così…

E comunque per i casi un po’ strutturati ti serve un partner tecnologico. Vendi pavimenti e serve un calcolatore per lo sfrido? Devi importare le disponibilità di venti fornitori per tenere sotto controllo disponibilità e prezzi e controllare in tempo reale quando il cliente va in cassa che il prodotto sia ancora disponibile? Serve un simulatore che faccia vedere al consumatore che aspetto avrà la sua vetturetta (o la sua credenza, o il suo bagno) nel colore che ha scelto con gli accessori che ha scelto? Ti serve un programmatore, o due [2].

Non sono problematiche che impattano solo le multinazionali, tutt’altro. In tempi di pandemia, persino i ristoratori di maggior successo hanno trovato modo di vendere online le loro vivande — ma non è poi così facile presentare in modo completo e accattivante tutti i giorni il menù se questo cambia in continuazione. E, viceversa, se offri sempre le stesse quattro pizze la gente si stuferà in fretta.

Se vendi oggetti unici — non importa se numeri arretrati di Topolino o orologi d’oro da 50.000 € ciascuno — il tuo problema è presentare il tuo catalogo a quante più persone possibile ma senza per questo correre il rischio che due persone contemporaneamente cerchino di acquistare lo stesso oggetto. Come spiego in quest’altra risposta.

Insomma, come in tutte le cose significative, non esiste una soluzione che vada sempre bene per tutti.

Prima di chiudere… Quando parlo di queste cose, mi permetto di segnalare lo Spazio, su Quora, dedicato al commercio elettronico.

È uno Spazio riservato a chi vende online professionalmente. Ci scambiamo notizie, idee e consigli. Amazon è probabilmente l’argomento più trattato, anche se si parla anche di siti privati e degli altri portali di vendita generalisti come eBay, e verticali come ePrice o Immobiliare o Chrono24.

Valentina Tosi
Vive a Mountain View (California) dove riveste il ruolo di Head of Community Relations per l’Italia, in Quora. Valentina si è unita all’azienda nell’aprile del 2017 e si è occupata del lancio di Quora in Italiano, dopo aver lavorato a Google come Territory Manager per l’America Latina. Da quando si è trasferita in Silicon Valley, nel 2011, ha rivestito ruoli simili in altre aziende hi-tech. In precedenza ha vissuto a Barcellona, dove ricopriva il ruolo di Country Manager in una start-up del settore software as a service. Laureata in Lingue e Cultura per l’Impresa all’Università di Urbino, è nata e cresciuta a Gatteo Mare, in Romagna.

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