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Lee Jung-jae al Florence Korea Film Fest: «Il mio personaggio in Squid Game ha un percorso di crescita forte. Questo mi fa sperare nell’amore e nell’empatia!»

Lee Jung jae è finalmente sul suolo italiano, precisamente a Firenze. L’attore è l’ospite d’onore del Florence Korea Film Fest e il protagonista di una rassegna all’interno del Festival. Saranno infatti proiettati 10 film dell’attore, tra cui il suo primissimo film The Young Man e il suo ultimo Deliver us from evil.

Nella mattina dell’otto Lee Jung Jae ha risposto alle domande della stampa italiana, all’interno della cornice del ristorante Frescobaldi in Piazza della Signoria.
L’attore si è presentato con la sua usuale eleganza, dimostrando ancora una volta la sua attenzione e passione per la moda. Lee è infatti ambasciatore Gucci e davanti i giornalisti ha rimarcato il suo amore per l’arte e la moda.

A proposito di questo, ha affermato:

Sono stato a Firenze più volte per motivi personali ma è la prima volta per un festival di cinema. Del capoluogo toscano ho già apprezzato l’arte e l’architettura e mi piace molto anche la moda.

L’attore ha ovviamente parlato anche del suo ruolo e in generale della serie Netflix Squid Game che lo ha fatto conoscere al grande pubblico mondiale.

Sul suo personaggio, Seong Gi-hun, ha detto:

Per me quel personaggio è molto importante perché in realtà partendo da una fase di debolezza, grazie a un percorso di crescita diventa più forte.

Questo mi fa ben sperare che l’amore e l’empatia sono ancora una componente essenziale della nostra società.

Lee Jung-jae in Squid Game | Credits to Netflix

Noi gli abbiamo chiesto cosa ne pensasse di questo nuovo rapporto tra le piattaforme streaming, come Netflix, e i K-drama (le serie tv coreane).

Lee Jung-jae: «Sicuramente, grazie a Netflix e alle piattaforme web, ci siamo potuti avvicinare al pubblico italiano, anche perché i contenuti coreani non sono sempre facili da distribuire. Penso che queste piattaforme possano offrire contenuti rilevanti in tutto il mondo. Inoltre, a causa della pandemia la distribuzione di molti film è stata arrestata, ma spero che ora queste forme d’arte possano arrivare direttamente nelle case del pubblico di tutto il mondo».

Lee Jung jae ha lodato la città di Firenze, il cibo e i vini italiani. Ha affermato, inoltre, quanto gli piacerebbe lavorare ad un progetto proprio nel nostro Paese. L’attore, tra l’altro, ha aperto anni fa una catena di ristoranti italiani a Seoul, chiamata Il Mare, titolo del film in cui è stato protagonista nel 2000.

Nei riguardi di Hollywood, invece, sembra avere delle remore. Per quanto Hollywood sia la “mecca” per il cinema e tutti gli attori, l’attore coreano preferirebbe costruire un ponte tra Corea ed Europa.

Infine, non sono mancate domande sulla polemica sorta in Italia riguardo la violenza mostrata in Squid Game e su come i bambini ne possano rimanere influenzati.
Lee Jung jae si è detto dispiaciuto di queste conseguenze, ma ha ribadito qualcosa di molto semplice e vero.
Squid Game è una serie per maggiorenni e lo stesso Netflix ha sottolineato come sia un prodotto vietato ai minori di 14 anni. Sta quindi ai genitori controllare ciò che i propri figli guardano.

L’attore coreano, fresco di un SAG Awards e di un Critic’s Choice Awards, presenterà nella serata dell’8 il film Deliver us from Evil, mentre nella mattinata del 9 sarà il protagonista di una masterclass insieme al regista di Squid Game, Hwang Dong-hyuk.

Cover: Lee Jung-jae alla conferenza stampa del Florence Korea Film Fest | Credits to Florence Korea Film Fest

Noemi Chianese
Noemi Chianese si è laureata in Lettere Moderne all’Università di Tor Vergata e frequenta il corso di Media e Comunicazione Digitale all’Università La Sapienza. Con tutta probabilità la passione per il cinema è nata quando era ancora nel grembo materno e, da allora, si è espressa in lunghe file ai red carpet, film fino a tarda notte e poster che tappezzano la sua camera. Il sogno è quello di stare dietro le quinte dove avviene tutta la magia, dove viene soddisfatta ogni curiosità e dove si può trovare il miglior posto in sala.

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