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#AGeishaDay 2022

Festival #AGeishaDay 2019 di Miriam Bendìa

Il progetto #AGeishaDay nasce per celebrare l’amicizia ormai storica tra L’Italia e il Giappone e per far conoscere e promuovere la tradizione della Geisha che, purtroppo, oggi rischia di scomparire.

Martedì 16 Aprile 2019, lo staff di #AGeishaDay (con le 4 Geisha protagoniste dell’edizione 2019) è stato ricevuto dal Console Generale del Giappone Yuji Amamiya, presso il Consolato Generale del Giappone a Milano.

Venerdì 28 Giugno 2019, lo staff di #AGeishaDay è stato ricevuto dal Primo Segretario Mariko ShikakuraCapo Ufficio Culturale e Stampa, presso l’Ambasciata del Giappone in Italia a Roma.

Come le tigri e gli orsi polari, le Geisha sono in via di estinzione…

Con #AGeishaDay Miriam Bendìa desidera lasciare, ovunque, delle piccole briciole che portino le persone ai cancelli di questo regno incantato.

Non può esistere un mondo senza Geisha!

Dal 6 al 16 Settembre 2018, si è svolto il primo evento al mondo (fuori dal Giappone) dedicato interamente alla figura e alla tradizione della Geisha.
La seconda edizione dell’evento invece si è svolta dal 6 al 12 Aprile 2019.

Nel 2020 e nel 2021 il Festival si è svolto durante la primavera in modalità digitale, attraverso la piattaforma Google Meet, in quanto purtroppo a causa della pandemia da Covid-19 le Geisha non erano in grado di viaggiare.

La Hangyoku Tazusa accorda il proprio shamisen, durante il festival #AGeishaDay 2018 di Miriam Bendìa.

Direttamente dal Paese del Sol Levante, quattro donne diverse, per età ed esperienza, ci raccontano cosa significa essere una Geisha. Passando attraverso le quattro fasi della vita di un’artista: gli inizi da Maiko (apprendista), quella come Geisha praticante, quella dell’okāsan, la “geisha madre” che tramanda la tradizione alle nuove apprendiste e infine quella della saggia e veneranda sensei (insegnante) che aiuta le Maiko (letteralmente “fanciulle danzanti”) a trasformarsi in Geiko (letteralmente “persone d’arte”), opere d’arte in movimento.

Le artiste fanno vivere agli ospiti “Una Giornata da Geisha”, come si svolge in una okiya (Geisha house) di Kyōto: la geisha-school come nel kanburenjo (palestra/teatro), con le esercitazioni nella danza, nel canto e nella musica tradizionali. I workshop di oshiroi (il bianco make up) e di kitsuke (l’arte di indossare il kimono, alla maniera delle Geisha e infine l’ozashiki (il geisha party) nelle ochaya (le case da tè).

La Hangyoku Tazusa durante il workshop di origami, per il festival #AGeishaDay 2018 di Miriam Bendìa.

La Mission

Esiste un legame speciale che unisce una geisha a un’altra, una sorellanza, un vincolo difficile da sciogliere che viene definito unione di destini (en musubi).

Ed è proprio un’unione di destini, o forse di percorsi (o di emozioni) che dovrebbe portarvi fin qui per un evento unico al mondo.
Stiamo parlando della prossima edizione di #AGeishaDay il Festival dedicato interamente alla figura e alla tradizione della Geisha giapponese.

#AGeishaDay 2022 sarà un’installazione a cielo aperto, una performance artistica in grado di immergerci in un mondo di tradizioni secolari, per certi versi opposte a quelle occidentali, e dunque per questo dotate di una forza attrattiva fuori dal comune ai nostri occhi.

Immaginate una giornata di Primavera a Roma, il cielo che si tinge di nuove sfumature ad ogni ora, la luce che si staglia sui palazzi del centro, sulla tavolozza di aranci e di ocra delle loro facciate.
Immaginate il Colosseo, la Fontana di Trevi, il Pantheon, Piazza del Popolo.

La città eterna nel mese più colorato e profumato di tutti e poi, come in un sogno in cui realtà e fantasia diventano un coacervo indistinguibile, 4 Geisha immerse in questo palcoscenico spettacolare.

La Geisha Aya e la Geisha Asaka posano davanti al Colosseo, durante il festival #AGeishaDay 2018 di Miriam Bendìa.

4 figure femminili tra sogno e realtà che creano un morphing tra Roma e Kyōto/Tokyo, tra Italia e Giappone, tra Occidente e Oriente, tra bellezza e bellezza, perché tutti gli opposti trovano un punto di congiunzione laddove gli occhi incontrano il cuore.

#AGeishaDay, dunque, è un avvenimento davvero imperdibile che ci darà l’opportunità di scoprire il fascino di 4 artiste, di scattarci un selfie con una Geisha e il Colosseo sullo sfondo, di ammirarle danzare, cantare, suonare per noi. Sarà magnifico provare a carpire i segreti del loro trucco sofisticato e seducente (oshiroi), del colorato kimono, della complicata acconciatura tradizionale.

E poi degustare una cena tipica giapponese con accanto una Geisha.

E, su invito, la stessa magia si replicherà nelle principali città italiane: Napoli, Firenze, Torino, Milano e via dicendo…

Chi sono le Geisha? Artiste, di un mondo fluttuante ormai quasi scomparso, ma che tuttavia continua a sopravvivere, nascosto nella penombra di antiche case da tè.

Quanti di voi, appena giunti in Giappone, si sono appostati tra le vie di Gion?
Uno dei cinque hanamachi (i quartieri delle geisha), il più famoso, forse, di Kyōto (soprattutto dopo “Memorie di una geisha”, lì ambientato).
Quanti sono rimasti a passeggiare lì, ore e ore, nell’attesa febbrile di immortalare in uno scatto l’immagine fugace e un po’ sfocata di una geisha di passaggio, di corsa e in kimono, pronta per la sua serata?

Quanti hanno desiderato di incontrarne una in carne e ossa, di poter assistere a una sua performance? Un vero sogno, che ci conduce in un angolo remoto di Giappone, il quale pian piano sta scomparendo sotto il peso della modernità.

Ecco, nel 2022, avrete l’opportunità di vivere, almeno per un giorno, questo sogno: #AGeishaDay.

La Hangyoku Taematsu si esibisce nella danza durante un ozashiki, nel festival #AGeishaDay 2019 di Miriam Bendìa.

Quattro Geisha arriveranno infatti dal Giappone per condurre degli incredibili workshop e per far vivere, a chi vorrà partecipare, la tipica giornata in una okiya 「置屋」la casa delle geisha, nonché l’atmosfera di un vero ozashiki 「お座敷」il tradizionale banchetto o geisha party.

Nelle ochaya di Kyōto vige la ferrea regola del Ichigensan Okotowari 「一見さんお断り」, No First Time Visitors/Customers.

Per essere ammesso al cospetto delle Geisha, un cliente abituale della casa del tè deve presentarti e introdurti e, per tutta la serata, lui sarà responsabile per te, per il tuo comportamento nel locale.

Quindi neanche andando fisicamente in Giappone si può essere sicuri di poter parlare con una Geisha e di essere tra i suoi fortunati ospiti.

La Geisha rischia di scomparire.

E sarebbe una perdita incolmabile,

per l’umanità.

Miriam Bendìa ha avuto questo onore e questo piacere tante volte, dal 2005 a oggi. Le ha intervistate per i suoi articoli e romanzi fotografici, dedicando loro 2 libri: Diario di una maiko e Iroke Cuore di Geisha.

Dal 2009 organizza le Lezioni sull’Arte della Geisha®.

Ora ha deciso di condividere questa esperienza (unica) con i geisha fan italiani.

Anche perché il mondo delle Geisha rischia di scomparire, a causa della generale crisi economica e della difficoltà innegabile di questa vocazione.
Miriam sta organizzando questo Festival su richiesta delle Maiko e delle Geiko che conosce ormai da tanti anni.

Le Hangyoku Tazusa & Taematsu durante il workshop di oshiroi, nel festival #AGeishaDay 2019 di Miriam Bendìa.

La crisi economica (prima) e la crisi generata dalla pandemia da Covid-19 (ora) stanno colpendo anche il loro mondo incantato.

Le nuove generazioni nipponiche non sono più interessate all’intrattenimento con queste splendide artiste.
Non ci sono più molti veri danna, dei patroni delle arti in grado di devolvere grandi cifre al sostegno di una okiya (casa delle geisha).

Miriam Bendìa insieme alle artiste giapponesi hanno a lungo pensato a quale fosse il modo migliore per evitare che ciò accada e stanno provando questa strada. Far conoscere meglio questa figura anche all’estero, in modo da suscitare curiosità, interesse e magari trovare dei nuovi danna occidentali.

Perché no?

Persone disposte a donare tempo, energia e denaro alle Geisha, permettendo loro di continuare a preservare le antiche arti tradizionali.

In passato queste artiste non avrebbero mai varcato i confini del loro paese in veste ufficiale ma, negli ultimi anni, stanno facendo qualche eccezione.

A Maggio 2018 e ad Aprile 2019, la splendida Geiko Umeha di Kamishichiken (Kyōto) si è recata a Torino dove si è esibita nelle danze tradizionali e ha celebrato la cerimonia del tè presso l’Associazione Miyabi. L’abbiamo invitata come ospite d’onore per la terza edizione di #AGeishaDay nel 2020!

Alcune Maiko e Geiko di Kyōto, come ad esempio la Geiko Toshikana e la Maiko Toshisumi si sono esibite nelle danze tradizionali all’Expo 2015 di Milano (presso il Padiglione Giapponese).

A Settembre 2018 le Geisha sono giunte per la prima volta a Roma, dove sono tornate nel 2019 e dove torneranno anche il prossimo anno, a primavera.

Speriamo che in futuro vengano invitate anche nelle altre città d’Italia e del Mondo.

La Geisha Asaka e la Hangyoku Tazusa presso il Museo delle Civiltà di Roma, durante il festival #AGeishaDay 2018 di Miriam Bendìa.

Una GEI (arteSHA (persona) è una Sacerdotessa dell’Arte, si consacra ad essa. Deve diventare “un’opera d’arte vivente”.
Non può neanche sposarsi, sacrifica la sua vita privata per la sua vocazione.

La Geisha è un Tesoro dell’Umanità, non deve scomparire!

Vuoi sostenere anche tu le Geisha giapponesi?
Partecipa e promuovi #AGeishaDay.

Ookini (grazie)!

Festival #AGeishaDay 2019 di Miriam Bendìa

Alessandra Magrini
Siamo tutte stelle e meritiamo di brillare. Ho camminato, osservato, vissuto già diecimila secoli e mille vite... Qualcuna è arrivata anche qua.

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